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nella caverna
Gli occhi per dirlo
1.HEIC

Mirko Leuzzi

PAURA DELLA SOLITUDINE
alla Galleria ANNA MARRA
a cura di Vittoria Mascellaro
25/09/2025 - 25/10/2025

 

Nel panorama contemporaneo, dove l’arte si confronta sempre più con le dimensioni dell’intimità, della vulnerabilità e dell’identità affettiva, la ricerca di Mirko Leuzzi si distingue come una pratica di ascolto radicale. La mostra Paura della solitudine, ospitata dalla Galleria Anna Marra, rappresenta un momento di emersione in un percorso emotivamente denso e stratificato, in cui la pittura diventa strumento di indagine relazionale e spazio di condivisione di vissuti profondi.

Il gesto pittorico di Leuzzi attraversa tensioni complesse: tra interno ed esterno, prossimità e distanza, desiderio e paura. È una pittura che rivela e mette in discussione; in essa il corpo – fragile, esposto, resistente – non è mai semplice soggetto da rappresentare, ma campo di forze emotive, simboliche, relazionali. La solitudine, evocata nel titolo, non è intesa come esclusione, ma come condizione affettiva

ambivalente. Una solitudine che abita anche le relazioni più intime, che si annida nella vicinanza, che nasce dal non essere visti.

Leuzzi indaga questa zona grigia senza cedere né al sentimentalismo né alla retorica. I suoi corpi si sfiorano senza toccarsi, parlano lingue inascoltate, si cercano e si evitano. È proprio in questa tensione, mai risolta, che la pittura trova la sua forza.

Il percorso espositivo si configura come un attraversamento interiore, un itinerario affettivo che sprofonda nei conflitti emotivi per poi riemergere verso uno spazio di consapevolezza e possibilità: una discesa nei diversi stati della relazione: tensione, riconoscimento, trasformazione.

Le opere non illustrano il vissuto, lo rielaborano: come esperienza condivisa, emotiva, estetica.

Questa pittura, profondamente relazionale, si fa anche pratica di cura. Richiama una dimensione etica dell’arte, in cui la

vulnerabilità non è debolezza, ma possibilità di incontro e trasformazione.

Paura della solitudine invita lo spettatore a sostare, ad ascoltare, a confrontarsi con le proprie paure, crepe, desideri. In questo dialogo aperto, la pittura di Mirko Leuzzi ritrova il suo potenziale originario: essere luogo per l’invisibile, spazio di passaggio e trasformazione.

In un tempo in cui l’identità viene spesso semplificata e normata, il lavoro di Mirko Leuzzi ci ricorda che l’essere umano è fatto di contraddizioni, di desideri irrisolti, di ferite che chiedono di essere guardate. E che l’arte può ancora offrire uno spazio in cui sostare con l’altro, nel fragile equilibrio tra distanza e prossimità, tra dolore e bellezza. Paura della solitudine diventa un gesto di

accoglienza e responsabilità, uno spazio in cui la relazione si costruisce nella fragilità condivisa, in un tempo segnato da indifferenza e isolamento.

Vittoria Mascellaro

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